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Come aiutare il tuo cane a gestire la solitudine?

Prima di capire come aiutare il cane a gestire la solitudine, è bene fare chiarezza su un punto: per i cani NON è naturale stare da soli.

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Prima di capire come aiutare il cane a gestire la solitudine, è bene fare chiarezza su un punto: per i cani NON è naturale stare da soli. Questa premessa è doverosa per riuscire a capire fino in fondo la difficoltà a cui andrà incontro il nostro cane e aiutarlo al meglio.

Perché per il cane è difficile gestire la solitudine?

Il cane è un animale sociale. Etologicamente parlando, il branco è sopravvivenza: possiamo dire che il cane pensa sé stesso in modo collettivo. Per i nostri cani il gruppo di appartenenza siamo noi, la sua famiglia. 

Oltre ai motivi etologici, possono esserci varie cause perché un cane, più di altri, possa riscontrare difficoltà nel restare a casa da solo. É bene conoscerle per poterlo aiutare a gestire al meglio la solitudine:

  • semplicemente è una cosa nuova, gli va insegnato;
  • ansie generalizzate e/o insicurezza;
  • traumi (spaventi dovuti ad accadimenti successi quando era a casa da solo);
  • ansia da separazione;
  • iperattacamento secondario.

Identificare la causa

Per poter aiutare al meglio il nostro cane a gestire la solitudine è importante capire la causa delle sue difficoltà. Possiamo fare attenzione ad alcune cose come, ad esempio, che tipo di comportamento mette in atto. Abbaia? Distrugge? Cosa distrugge? Al tuo rientro il pavimento è bagnato? In che stato è il cane quando rientri? Quando mette in atto il comportamento? Appena esci o dopo qualche ora? Per aiutarti a trovare una risposta a queste domande e capire perché il tuo cane è in difficoltà a restare a casa da solo, puoi installare una piccola videocamera e osservare. Se invece riscontrassi delle difficoltà nell'identificare la causa, puoi affidarti ad un professionista.

Come possiamo aiutarlo?

Nel caso specifico di "ansia da separazione" e "iperattacamento secondario" bisogna rivolgersi a un Istruttore specializzato in riabilitazione comportamentale. Queste 2 cause, infatti rientrano nei problemi comportamentali.

Se invece ci troviamo davanti ad una delle altre cause, in generale, possiamo aiutare il cane a gestire la solitudine in questo modo:

  • creare delle routine di uscita, le abitudini creano sicurezza perché mettono il cane nelle condizioni di sapere esattamente cosa accadrà dopo;
  • iniziare a piccoli step, non lasciamolo solo subito per 3 ore, iniziamo da 10 minuti, anche 5 se necessario e allunghiamo i tempi un po' per volta;
  • prima di lasciare il cane da solo, preoccupiamoci di fare una bella passeggiata con lui per appagare i suoi bisogni e metterlo nelle condizioni ottimali di riposare al meglio quando sarà da solo;
  • lasciamogli qualcosa da fare, in particolare attività che implichino leccamento e/o masticazione (Likimat, masticativi naturali, Kong etc etc.);
  • costruiamo in anticipo un ancoraggio emotivo positivo ad un oggetto (ad esempio una coperta, un peluche o altro) che possano aiutarlo a raggiungere uno stato emotivo di serenità;
  • qualora lo ritenessimo opportuno, possiamo aiutarlo con rimedi naturali come fiori di Bach o olii essenziali (ATTENZIONE: gli aiuti naturali NON hanno un esito certo, possono aiutare a seconda del soggetto. NON sono farmaci e non hanno effetti collaterali, alla peggio, semplicemente, non funzionano).
  • se il cane si preoccupa molto dei rumori, lasciamo la tv accesa ad un basso volume e chiudiamo le finestre per attutire i suoni esterni;
  • se la causa della difficoltà a gestire la solitudine è legata a delle insicurezze, progettiamo un percorso in cui aiutare il cane a sentirsi più sicuro nella vita di tutti i giorni;
  • nel caso invece ci trovassimo davanti a una motivazione legata a un trauma, è bene pensare anche in questo caso, di ampliare il nostro progetto al superamento del trauma sotto un punto di vista del benessere del soggetto e non solo fine al raggiungimento di un obiettivo di gestione della solitudine;

É importante rispettare i tempi del cane e riuscire a capire tutte le emozioni che il soggetto prova nel momento in cui rimane da solo. Non arrabbiamoci, aiutiamolo amorevolmente, più si sentirà sostenuto da noi e più veloce sarà il processo.

Articolo scritto da Silvia de Cristofaro - Istruttrice cinofila

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