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Alimenti tossici per cani e gatti: quali sono?

Ad oggi, l’alimentazione naturale, in particolar modo la cucina casalinga, sta prendendo sempre più piede tra i proprietari di animali: questo perché porta numerosi benefici sulla salute e sul benessere dei propri pet.

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Ad oggi, l’alimentazione naturale, in particolar modo la cucina casalinga, sta prendendo sempre più piede tra i proprietari di animali: questo perché porta numerosi benefici sulla salute e sul benessere dei propri pet.

Se è vero che molti alimenti ad uso umano facciano bene anche ai nostri amici a quattro zampe, è altrettanto vero che ci sono alcuni alimenti che possono risultare dannosi, ed in alcuni casi addirittura tossici.

Ma quali sono questi alimenti tossici per i cani ed i gatti? Con quale sintomatologia si manifesta la tossicosi?

CIOCCOLATO, CAFFÈ E TÈ

Le metilxantine, tra cui caffeina, teobromina e teofillina, sono alcaloidi di origine vegetale che si trovano comunemente in vari cibi per il consumo umano, ma risultano molto tossiche per i nostri pet.

Dove le troviamo? La caffeina è contenuta principalmente nei prodotti a base di caffè. Nel tè, invece, sono presenti sia caffeina sia teofillina, ed infine la teobromina la troviamo nei semi di cacao, quindi nel cioccolato. Nel cioccolato fondente e nel cacao, le concentrazioni di teobromina sono maggiori rispetto al cioccolato al latte, risultando più tossiche. Nel cioccolato bianco la teobromina è quasi assente, ma attenzione poiché contiene quantità elevate di lattosio, che in ogni caso non farebbero bene ai nostri animali.

Questi alcaloidi causano nel cane e nel gatto una maggiore contrattilità muscolare, stimolando il sistema nervoso centrale e il muscolo cardiaco, portando ad una sovraeccitazione dei nostri pet.

I segni clinici si manifestano generalmente tra le 12 e le 24 ore dopo l’ingestione e comprendono: eccitazione, aumento della sete, vomito, diarrea, incontinenza, tachicardia e in casi più gravi convulsioni e coma.

AGLIO, CIPOLLA, ERBA CIPOLLINA E PORRI

Appartenenti tutti alla famiglia delle Liliacee, risultano estremamente tossiche per cani e gatti.  L’ingestione di 5 g/kg da parte dei gatti e di 15-30 g/kg da parte dei cani di questi alimenti è sufficiente per causare alterazioni ematologiche clinicamente importanti. I componenti responsabili della loro tossicità sono i composti solforati (es. l’alliina) che causano danni alle membrane eritrocitarie, quindi ai globuli rossi. La comparsa della sintomatologia avviene in media dopo 1 giorno dall’ingestione e nei giorni successivi; quindi, non essendo immediata risulta molto pericolosa e di difficile intervento.

La tossicità si manifesta con vomito, diarrea, dolore addominale, perdita di appetito e depressione. A causa dell'anemia in via di sviluppo, si osservano successivamente mucose pallide, debolezza, battito cardiaco accelerato, ittero e urine molto scure.

UVA ED UVETTA

È stato riportato in diversi studi che l’ingestione di uva o uvetta potrebbe provocare danno renale acuto nei cani, con un quadro clinico dominato da segni gastrointestinali a rapido sviluppo. L’atassia, ossia disturbi neurologici, e l’anuria, cioè la mancata emissione di urine, è menzionata in alcuni casi clinici. I sintomi della tossicità si presentano però principalmente con diarrea, vomito, letargia e tremori, registrati entro le 24 ore dall’ingestione. Il dosaggio più basso di tossicità riportato in uno studio è di 19,6 g/kg di peso cane per l’uva, da considerare che 1 acino d’uva pesa all’incirca 10g!

Per quanto riguarda l’uvetta invece i dosaggi sono estremamente più bassi, infatti si parla di 2,8g/kg. Ad oggi l’agente tossico che causa danno renale e l’esatto meccanismo d’azione sono ancora sconosciuti.

XILITOLO

Contenuto nelle gomme da masticare, caramelle, biscotti, dentifrici e molti altri prodotti destinati al consumo umano, lo Xilitolo è un alcol zuccherino molto utilizzato come dolcificante che risulta tossico per i nostri pet. Lo Xilitolo provoca un potente rilascio di insulina, portando ad una drastica diminuzione dei livelli di glucosio nel sangue. Un dosaggio estremamente basso potrebbe provocare ipoglicemia nei cani e in casi più severi può essere associata ad insufficienza epatica. Il vomito solitamente è il primo sintomo clinico e può svilupparsi già dopo 30 minuti dall’ingestione.

Il dosaggio più basso registrato è di 0,03g/kg.

ALCOL E IMPASTO LIEVITATO CRUDO

Perché alcol e impasti lievitati sono nella stessa categoria? La lievitazione di impasti, come pane e dolci, che comprendono lieviti (Saccharomyces cerevisiae il più comune) innescano una reazione chimica di fermentazione alcolica, producendo etanolo. Ed è proprio l’etanolo che causa tossicosi in cani e gatti, contenuto sia negli alcolici sia negli impasti lievitati crudi. Questo tipo di tossicosi si è verificato anche dopo l’ingestione da parte di cani di mele marce. Il meccanismo d’azione dell’etanolo non è ancora del tutto chiaro. I sintomi si sviluppano entro 1 ora dall’ingestione e si può notare un addome disteso e doloroso dovuto all'eccessiva produzione di gas.

Altri sintomi sono: depressione del sistema nervoso centrale, atassia, letargia, ipotermia e acidosi metabolica. Gli animali dopo l’ingestione di etanolo possono entrare addirittura in coma e presentare una grave depressione respiratoria.

AVOCADO

I frutti dell’avocado, e più precisamente nocciolo, pianta e foglie sono tutti potenzialmente tossici per cani e gatti, ma anche per altri animali, come conigli, cavalli, uccelli, bovini, capre e topi. L’avocado contiene una tossina fungicida, chiamata persina, utilizzata come metodo di difesa dal frutto stesso. La dose letale non è nota. La persina richiama un accumulo di liquidi nei polmoni e nel torace, causando difficoltà respiratorie e morte data dalla privazione dell’ossigeno.

L’accumulo di liquidi può verificarsi anche nel cuore, nel pancreas e nell’addome. Inoltre, l’elevato contenuto di grassi nell’avocado, potrebbe causare pancreatite.

NOCI DI MACADAMIA

Le noci di macadamia sono considerate per noi esseri umani un alimento molto prezioso, in quanto contengono bassissime quantità di colesterolo, oltre che essere un’ottima fonte di manganese e tiamina. Ma per i cani non è assolutamente così. Fino ad oggi la tossicità è stata riscontrata solo nei cani, mentre non sono stati registrati casi nei gatti (nel dubbio evitate di somministrare noci di macadamia ai gatti, prevenire è meglio che curare!). Nei cani, l’ingestione di appena 0,7 g/kg di noci di macadamia è stata associata a sintomi clinici, apparsi entro 12h dall’ingestione. I sintomi includono: debolezza degli arti posteriori, depressione, vomito, atassia, tremori, dolore addominale e mucose pallide.

In caso di ingestione di uno di questi alimenti, come dobbiamo comportarci? 

Bisogna recarsi il prima possibile da un Medico Veterinario, così da intervenire tempestivamente. Ed è assolutamente da evitare il “fai da te” inducendo il vomito.

Articolo scritto dalla Dott.ssa Alessia D’Alessandro - Tecnico veterinario specializzato in alimentazione del cane e del gatto

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