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Le sostanze tossiche per i nostri amici animali

L’avvelenamento doloso a danno degli animali è un problema serio e purtroppo ancora attuale.

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L’avvelenamento doloso a danno degli animali è un problema serio e purtroppo ancora attuale. In passato era un fenomeno relegato in ambito rurale, al giorno d’oggi invece si riscontra spesso anche in ambito urbano, sia per l’aumento degli animali da compagnia che per la presenza, sempre più frequente, di animali selvatici nelle città. Si tratta di un reato particolarmente odioso perché non essendo selettivo mette in pericolo non solo la vita dell’animale contro cui è diretto, ma anche di tutti gli animali domestici e selvatici che entrano in contatto con l’esca avvelenata. È anche un potenziale problema di incolumità pubblica perché la stessa esca può essere maneggiata incautamente da un bambino.

Gli avvelenamenti di animali domestici e selvatici non rappresentano solo un pericolo per la salute animale. Il veleno dei bocconi e delle esche può diffondersi nell’ambiente, inquinando il terreno e le acque superficiali, o entrare direttamente in contatto con le persone, in particolare con i bambini, esponendoli al rischio di avvelenamento.

  • SOSTANZA TOSSICA

Per definizione, è considerata tossica qualsiasi sostanza che, ingerita o posta a contatto con la superficie corporea, interferisce con i processi cellulari vitali.

I danni causati da un agente tossico richiedono tempi diversi per essere evidenziati e vanno da tempi brevissimi (come nel caso di un’ustione della pelle determinata dal contatto con acido solforico); a tempi molto lunghi, anche giorni dopo l’esposizione, per vedere i danni a carico di organi importanti come fegato, rene, midollo osseo e sangue. Questa latenza è dovuta alle caratteristiche della sostanza tossica o per il tempo di assorbimento lungo come per esempio farmaci a lento rilascio, oppure quando richiede di essere modificata (metabolizzata) dal nostro organismo. Questa latenza tra l’esposizione e i sintomi può essere ingannevole e ritardare gli interventi di decontaminazione e di terapia specifica che potrebbero evitare o ridurre i danni del veleno.

  • TIPI DI AVVELENAMENTO

Gli episodi di avvelenamento possono essere distinti, in base alla loro origine, in accidentali e dolosi.

  • gli avvelenamenti accidentali avvengono quando l’animale entra accidentalmente in contatto con sostanze potenzialmente tossiche, come per esempio sostanze chimiche ad uso domestico (detergenti, farmaci), o trattamenti insetticidi per le piante. Ad esempio, il glicole etilenico può causare gravi episodi, spesso accidentali, di avvelenamento negli animali domestici. Utilizziamo questa sostanza soprattutto in inverno, perché è uno dei componenti del liquido antigelo delle macchine. Purtroppo questa sostanza tossica ha un gusto dolciastro che la rende appetibile e gradevole per il cane.
  • gli avvelenamenti di origine dolosa sono invece conseguenti allo spargimento intenzionale sul territorio di esche e bocconi avvelenati. Purtroppo, questa pratica rimane diffusa in tutta Italia ed è riconducibile a diverse cause: per esempio dissidi tra vicini, il disturbo arrecato da animali randagi, la concorrenza tra cacciatori, l’eliminazione di animali predatori. Oltre al pericolo dal punto di vista sanitario ed ecologico, non bisogna dimenticare che lo spargimento intenzionale di esche e bocconi avvelenati sul territorio è un reato penalmente perseguibile.
  • Il paziente avvelenato può presentare sintomi differenti, molti dei quali sono compatibili con diverse altre patologie acute o croniche scompensate non tossico indotte.

COSA FARE IN CASO DI ESPOSIZIONE AD UN AGENTE TOSSICO?

La maggior parte dei tossici non ha antidoto quindi il trattamento è spesso sintomatico.

Le prime manovre da fare nel trattamento di una intossicazione mirano ad allontanare il tossico dall’organismo, quando possibile, e variano in rapporto alle caratteristiche del tossico e alla via di esposizione. Alcuni interventi possono e devono essere fatti già a casa mentre altri possono essere effettuati solo dal veterinario.

In generale il primo intervento consiste:

  • Decontaminazione
  • Prevenzione dell’assorbimento

Da tenere presente che più velocemente avviene la decontaminazione migliore sarà la prognosi.

  • CONTATTO OCULARE

Per allontanare una sostanza dall’occhio si deve fare immediatamente un lavaggio abbondante e prolungato (per almeno 15 minuti) con acqua corrente o, meglio, con soluzione fisiologica. Non si deve tentare di neutralizzare, cioè usare una sostanza basica per tamponare quella acida (ad esempio il bicarbonato su acido cloridrico) e viceversa, perché, oltre a essere inutile, si potrebbe aggravare la lesione per il calore che si libererebbe dalla reazione chimica (esotermica). Se i sintomi irritativi persistono o se è noto che la sostanza con la quale c’è stato il contatto è caustica, portare l’animale dal veterinario per 14 una visita oculistica urgente. La presenza di eventuali lesioni corneali richiederà l’uso di prodotti oftalmici specifici, antibiotico e bendaggio.

  • CONTATTO CUTANEO

Anche nel contatto con la cute va fatto un lavaggio abbondante e prolungato, con acqua e senza tentare di neutralizzare il tossico. Nel caso di contatto con sostanze oleose, si deve utilizzare anche un sapone neutro, facendo molta attenzione nel rimuovere tutti i residui dal mantello; nell’impossibilità di una pulizia accurata (per esempio le vernici), bisogna mettere l’animale in condizione di non leccarsi (collare antileccata o elisabettiano) o prendere in considerazione la tosatura del pelo.

  • INGESTIONE

L’esposizione orale, negli animali è la via di contatto più frequente, insieme a quella cutanea; l’ingestione del tossico può essere diretta, o secondaria alla pulizia spontanea (grooming) del pelo e delle zampe imbrattate.

Per l’ingestione di una sostanza pericolosa è prudente non far vomitare, né dare nulla per bocca: se non si conoscono il tipo, le caratteristiche e le dosi del tossico ingerito, si può peggiorare l’intossicazione! In caso di sostanze schiumogene o derivati del petrolio il vomito provocato può far inalare il tossico e dare, come conseguenza, una polmonite chimica; per quelle caustiche, aumenta la lesione per doppio passaggio. Se sarà necessario, il vomito sarà praticato dal Veterinario, così come la lavanda gastrica.

Alcune sostanze utili:

  • Carbone vegetale attivato

Per la maggior parte delle sostanze tossiche, può essere utile la somministrazione di carbone vegetale attivato in polvere: è molto poroso e con grossa capacità adsorbente; si lega alle tossine e ne impedisce l’assorbimento, formando un complesso che è eliminato con le feci. Deve essere somministrato per bocca, disciolto in acqua, alla dose di 5-40 grammi/dose a seconda del peso dell’animale; è utile usare una siringa o, in alternativa, si può mischiarlo nel cibo, ma è meno efficace. Non serve nell’ingestione di saponi, detergenti, ferro, cianuri e non deve essere somministrato in caso di ingestione di sostanze caustiche, perché peggiorerebbe il problema. 

  • Simeticone (Milycon) 

Agisce sulla tensione superficiale e serve a limitare la formazione di schiuma a livello gastrico, in caso d’ingestione di sostanze schiumogene. Ha un’azione locale e non è assorbito dal tratto gastroenterico; si somministra per bocca (usando una siringa) in dosi proporzionali alla quantità di sostanza ingerita (generalmente 5 ml per le esposizioni accidentali di un cucciolo di piccola taglia). 

  • Protettori di mucosa (Maalox, Gaviscon, Riopan) 

Servono a proteggere la mucosa gastrica in caso d’ingestione di sostanze irritanti. Questi prodotti sono più pratici nella forma sciroppo o gel e si somministrano dosi in rapporto alla taglia dell’animale. E’ preferibile non somministrarli in caso d’ingestione di sostanze corrosive o se sono già presenti abbondante salivazione, vomito ripetuto o lesioni in bocca perché potrebbero rendere difficoltosa l’esecuzione della gastroscopia. 

  • Latte 

Bisogna fare chiarezza sul ruolo del latte come antidoto: non è vero, come tramandato dalla tradizione popolare, che sia utile per disintossicare l’organismo dai veleni! In realtà, è un ottimo alimento ma non ha alcun valore antidotico e, in caso d’ingestione di una sostanza tossica, non deve essere somministrato a tale scopo. Infatti, oltre a non avere nessuna efficacia, può essere dannoso in quanto favorisce l’assorbimento di alcuni tossici (per esempio i derivati del petrolio).

È un ottimo diluente da utilizzare nel caso in cui il paziente abbia ingerito una sostanza caustica. A tal scopo si può usare anche l’albume d’uovo sebbene più pericoloso del latte in quanto può indurre vomito in alcuni pazienti a causa della sua consistenza viscida.

  • COSA FARE IN CASO DI INGESTIONE DI UNA SOSTANZA TOSSICA

La decontaminazione gastroenterica prevede lo svuotamento dello stomaco quando vi si sospetti o accerti la presenza della tossina a cui segue la somministrazione di agenti che ne favoriscano l’eliminazione.

Lo svuotamento gastrico si può ottenere mediante tre metodi:

  • Induzione dell’emesi
  • Lavanda gastrica
  • Lavanda intestinale

L’induzione dell’emesi deve essere effettuata dal veterinario o comunque dopo consiglio del veterinario e bisogna tenere presente che determina uno svuotamento gastrico pari al 40-60% del suo contenuto e va eseguita solo se il tossico è stato ingerito da meno di quattro ore, non è corrosivo o caustico e il paziente è cosciente.

ALCUNE SOSTANZE AD USO DOMESTICO TOSSICHE

  1. Prodotti per l’igiene personale e della casa

Alcuni detersivi, saponi caustici e quant’altro se lasciati in posti facilmente raggiungibili dai nostri amici a quattro zampe possono essere molto pericolosi.

Tra i detersivi si annoverano tutti i prodotti schiumogeni come i saponi per lavare le stoviglie, i detergenti per il bucato, gli shampoo, i bagnoschiuma, le tavolette per il wc, l’acido muriatico, la soda caustica, l’ammoniaca, i prodotti anticalcare, ecc.

  • Tabacco

I prodotti a base di tabacco contengono nicotina, una sostanza molto tossica per gli animali.

L’intossicazione da nicotina provoca nausea, vomito, tachicardia, tremori, convulsioni, sintomi neurologici e, in casi gravi, può condurre al decesso dell’animale.

  • Glicole etilenico

Il glicole etilenico è il costituente dei liquidi antigelo delle automobili. Può essere di colore rosato o azzurro, ha sapote dolciastro ed è, perciò, frequentemente ingerito dagli animali in particolar modo dai gatti.

È neurotossico e nefrotossico e viene assorbito molto rapidamente. La sintomatologia compare in poco tempo dopo l’ingestione (circa 20-30 minuti) ed è caratterizzata da barcollamento, sete intensa e nausea, sonnolenza.

L’azione di questa sostanza determina insufficienza renale, cardiaca e respiratoria fino a condurre a morte. L’antidoto del glicole è l’alcool etilico che deve essere somministrato rapidamente. La decontaminazione in caso di glicole deve avvenire tempestivamente altrimenti la prognosi è sicuramente infausta.

  • Pesticidi

Gli insetticidi, gli erbicidi usati soprattutto in agricoltura o giardinaggio possono essere molto tossici.

  • Rodenticidi

Le esche per topi sono, ormai e ahime, disseminate ovunque nei parchi, nei giardini per la derattizzazione.

L’ingestione accidentale può essere fatale soprattutto se non ci si accorge per tempo. Queste sostanze, infatti, sono subdole in quanto la sintomatologia può comparire anche alcuni giorni dopo l’ingestione!

I dicumarinici provocano gravi emorragie, scatenate anche da piccoli traumi, e sono dovute al consumo della vitamina K e della riduzione dei fattori della coagulazione.

L’antidoto è proprio la vitamina k che deve essere somministrata rapidamente altrimenti si assiste al decesso dell’animale per emorragie diffuse.

  • Lumachicidi

I prodotti per eliminare le lumache contengono metaldeide una sostanza molto tossiche che agisce sul sistema nervoso provocando in poco tempo sintomi neurologici, tremori muscolari, incordinazione, convulsioni.

In commercio è presente sottoforma di granuli azzurrini. Per questa sostanza non esiste antidoto e la terapia è volta a controllare la sintomatologia. Talvolta il vostro veterinario potrà aver bisogno di porre l’animale in anestesia per controllare i sintomi.

FARMACI

Anche alcuni farmaci come il paracetamolo, gli antinfiammatori non steroidei (FANS), antidepressivi, antiipertensivi, ecc possono essere molto pericolosi. 

Bisogna fare attenzione a riporre i farmaci in luoghi non accessibili agli animali!!!

PIANTE

Alcune piante possono portare a morte i nostri animali quali:

  • stella di natale
  • agrifoglio
  • cycas
  • oleandro
  • tasso
  • azalea
  • ciclamino

ALIMENTI

Esistono alcuni alimenti,comunemente impiegati per l’alimentazione umana, di cui è nota la tossicita se assunti dai nostri animali.

  • cipolla e aglio
  • alcool
  • noci di macadamia
  • cioccolato
  • caffe
  • uva
  • avocado
  • funghi
  • xilitolo

Le sostanze qui elencate rappresentano una piccola parte delle sostanze che possono essere dannose per gli animali. 

Se si sospetta l’ingestione di una di queste sostanze o di una sostanza ritenuta tossica bisogna mantenere la calma e contattare immediatamente il proprio veterinario!

È molto utile fornire al veterinario più elementi possibili circa la sostanza, le quantità ingerite (quando possibile) e quanto tempo è passato in modo che lui possa aiutare al meglio il nostro animale.

Vi sconsiglio di far vomitare l’animale o attendere la comparsa dei sintomi prima di recarsi dal veterinario: talvolta la tempistica è fondamentale! Inoltre, una volta che la sostanza è stata assorbita, non si può più praticare la decontaminazione.

N.B. sconsiglio anche l’utilizzo del sale per indurre l’emesi in quanto il sale è una sostanza che può provocare gravi intossicazioni!

di Federica Pesce

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