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Come fanno i cani a percepire il tempo che passa?

Per comprendere la percezione del tempo nei cani dobbiamo abbandonare le "unità di misura" umane come l’orologio o il calendario

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Claudia Cerutti
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Come i cani percepiscono il tempo che passa

Per comprendere la percezione del tempo nei cani dobbiamo abbandonare le "unità di misura" umane come l’orologio o il calendario.

I cani non contano le ore e non hanno una percezione lineare del tempo come noi, ma lo sentono in modo del tutto diverso: attraverso routine, ritmi biologici e segnali sensoriali.

In questo articolo esploreremo insieme come i nostri amici a quattro zampe riescono a percepire il tempo che passa e quanto questa loro straordinaria abilità influenzi la loro quotidianità.

Memorizzare la routine

I cani sono osservatori attenti e imparano velocemente a riconoscere le nostre abitudini. Grazie alla memoria associativa, riescono ad anticipare gli eventi in base a segnali ricorrenti.

Ad esempio, basta indossare un tuta comoda e prendere le scarpe da ginnastica perché inizino a saltellare e gioire davanti alla porta aspettando solo che gli venga messo il guinzaglio! Questo succede perché associano quei segnali (l’abbigliamento, la luce del giorno) all’evento della passeggiata.

Il cane non sa che ore siano ma prevede ciò che accadrà sulla base di stimoli appresi nel tempo.

L’orologio biologico del cane

La percezione del tempo nei cani è legata anche al loro orologio biologico interno, ossia un meccanismo regolato dal cervello che, proprio come negli esseri umani, gestisce i ritmi circadiani.

I ritmi circadiani sono cicli biologici della durata di 24 ore che regolano le funzioni corporee essenziali come sonno-veglia, appetito, energia fisica e mentale.

Perciò, anche se non leggono l’orologio, i nostri cani sentono quando è il momento di alzarsi, mangiare, uscire o dormire. Questo perché sono sincronizzati con il loro corpo, che glielo comunica creando un vero e proprio ritmo quotidiano.

L’olfatto: il naso misura il tempo

Tra tutti i sensi, l’olfatto è il più sviluppato nel cane e svolge un ruolo tanto affascinante quanto cruciale nella percezione del tempo, perché gli fornisce informazioni preziose sui cambiamenti ambientali.

Tra i vari studi in merito, il più importante è quello svolto da Alexandra Horowitz. Secondo la studiosa, i nostri amici a quattro zampe percepiscono passato, presente e futuro attraverso gli odori dell’ambiente che li circonda. I cani possono percepire il passato attraverso i residui di odore lasciati da persone, animali o oggetti e anticipare il futuro rilevando odori di avvicinamento.

Inoltre, gli odori si modificano nel tempo: si attenuano, cambiano, svaniscono. I nostri cani sono in grado di “leggere” questa evoluzione e capire quanto tempo è passato da un evento in base all’intensità degli odori presenti nell’ambiente.

Un esempio? L’odore lasciato da noi proprietari in casa. Il cane è in grado di percepire attraverso il fiuto quanto è vecchia la nostra traccia odorosa e quindi dedurre da quanto tempo siamo usciti e tra quanto potremmo tornare.

Il cane da solo in casa: come vive l’attesa?

Quando restano soli in casa, i cani imparano a prevedere il nostro ritorno associando una serie di segnali ambientali (come la luce del giorno, certi rumori esterni o il nostro odore che cambia nel tempo) al nostro arrivo.

Tuttavia, il modo in cui vivono questa attesa dipende anche dalle loro emozioni. Molti cani sono sereni e rilassati: dormono, si leccano il pelo o mangiano un masticativo lasciato dal proprietario.

Altri invece tollerano poco la solitudine e per loro la nostra assenza sembra non finire mai: si sentono in ansia, tristi o frustrati e lo dimostrano abbaiando o ululando in continuazione, distruggendo oggetti o facendo i loro bisogni in casa.

Se il vostro cane mostra difficoltà nel restare solo, è il momento di dargli un aiuto concreto. Noi di Empethy siamo al vostro fianco per accompagnarvi in un percorso educativo personalizzato e trasformare la sua ansia in serenità.

Ma ricordate: no, non imparerà a leggere l'orologio…

In fin dei conti, chi ne ha bisogno con un naso così fine e una memoria di ferro?

Per i nostri amici pelosi, il tempo è fatto di profumi e abitudini.

Articolo scritto da Claudia Cerutti, educatrice cinofila con approccio cognitivo zooantropologico

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